Kati Gerola_Open letter

Open letter to Paul, Clare, Jan, Ann, to Apollo5, VOCES8, to all VCM family and whoever followed my adventures in London

Dear all,
Yesterday I arrived at home safely, and today I am back to work again!

I admit it: it is always nice to come back home and to find your environment exactly in the same way you left it. Same streets, same shops, same village, same work, same husband (hopefully!). In a way, it calms me knowing that nothing has changed its appearance.

However, I changed. I left a piece of my heart down in the City of London, at the Gresham Centre.
I can’t say how lucky I was to meet you.
Just three feelings for your work: admiration, inspiration, gratitude.
I learnt so much with my brain in these days (by listening and watching, as Harry use to say); but I learnt far much more with my heart.
I was – and I am – just so moved by the passion you demonstrate day after day, even in the smallest activity or the toughest context. Your commitment made me think so much, both from the artistic point of view, and from the management perspective.
Your efforts push me to spend my current days in Italy with much more renewed strength.

It was so lovely to contribute, just as much as I could, to your great projects.
I was so glad to be part of the inner workings, even for such a short time. I wish I could fulfill your expectations; if not, I am sorry, I definitely should come back to improve myself (joking!) 🙂

So, thank you for your smiles, for your patience, for your amazing melodies and your special rhythms, for your energy, for being indulgent on my mistakes, for your enthusiasm and fun.
Thank you for every single ‘thank you’ you told me, they helped me to be a little more confident.

I keep a different memory of each one of you, because you are all special and dear to me.

Now I should stop here, or I will have to push back my tears.
So, the end of this letter should at least be funny.

Take care, and let’s keep in touch.
Sincerely yours,

Kati

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Marina Visentini_Edimburgo_Scozia _ parte 4

Rispolveriamo il motivo per cui sono qui. Affianco la compagnia teatrale Italo Scozzaese Charioteer Theater per la presentazione della nuova produzione LIGHT KILLER al Fringe Festival di EdiMburgo.
Per capire DA VICINO come diventare internazionali…….

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Ecco alcune cose che bisogna sapere:
1)”Il Fringe Festival di Edimburgo è il festival delle arti più grande al mondo
2)Il Fringe è nato quando otto compagnie teatrali scartate dalla prima edizione del Festival Internazionale di Edimburgo nel 1947 decisero di avviare un’attività indipendente. Questi gruppi miravano a sfruttare le grandi folle riunite nei teatri per mostrare il proprio teatro alternativo.
3)I gruppi non vengono invitati o in qualche modo esaminati artisticamente. Cosa e come viene rappresentato è deciso solamente da ciascun artista o compagnia. Questo approccio oggi viene definito un festival privo di giuria, un festival delle arti ad accesso libero.
4)Gli spazi di esibizione (VENUE) sono di ogni forma e dimensione, viene utilizzato ogni spazio immaginabile, dai teatri originali, a teatri fatti su misura, castelli,aule,centri, conferenze, sale universitarie e altri spazi, strutture,chiese e sale parrocchiali scuole, bagni pubblici, la parte posteriore di un taxi, e anche nelle case del pubblico.
5)il Fringe fornisce una piattaforma che ha permesso alle carriere di molti artisti di fiorire”

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WORK IN PROGRESS / pensieri in LK (Light Killer)
Un lungoLK silenzio prima della partenza tutti si preparano allerta ci si avvicina ai blocchi di partenza gli ultimi accorgimenti perfezionare e azionare pensareLK a tutto ….a tutto e a tutti deve essere un successo non si puo’ sbagliare una grande scommessa un duro lavoro fiducia speranza buon umore entusiasmo energia e soprattutto passione chi me lo fa fare non si puo’ chiedereLK non ci si puo’ chiedere perché lo sto facendo è andare avanti senza fermarsi e senza guardare indietro è affrontare il salto di qualità e voglia di fare e rifare da capo trovare la chiave inventare ideeLK escogitare strategie muoversi lentamente per aggredire fidarsi e non fidarsi paura di quello che potrà succedere sicuri di divertirsi promettersi di non dormire di conoscere di imparare e di nonLK perdersi occasioni è una questione di denaro o di gratificazione di realizzazione e riconoscimento

LA CULTURA NON STA MORENDO, SI STA REINCARNANDO

Marina

Accesso alla cultura per tutti – Lille

In questo periodo abbiamo fatto tante cose, tante cose che si possono difficilmente illustrare come tutta la messa in rete di strutture sociali e culturali, di collaborazioni che permettono di dare la possibilità a persone in difficoltà di sfruttare ingressi culturali per fuggire un po’ di una vita complessa…Qua ammiro tanto quello che fanno per la gente e quanto le persone danno indietro, cose molto umili e dirette…

In questo periodo, visto che tante strutture culturali sono chiuse, l’associazione Cultures du Coeur organizza laboratori artistici per le persone che non possono partire in vacanza. Ho dovuto organizzare un laboratorio di land art con adulti disabili mentali. Eravamo ospitati inuna fattoria pedagogica in pieno cuore della città di Lille.

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A luglio, abbiamo anche organizzato una colazione in una struttura culturale molto bella che si chiama Le Fresnoy con le strutture sociali per confrontarci, incontrarci e ritrovarci per poter parlare un po’ in modo informale dei progetti futuri e esperienze passate. E un momento molto importante che si fa ogni mese, per creare e rinforzare una rete e scambiare i buon practice delle strutture sociali per lo sviluppo della cultura.

lefresnoyentre-deuxLe Fresnoy – Studio Nazionale di Arte Contemporanea nasce da un’idea del Ministero della Cultura e della Comunicazione di impiantare nel nord della Francia, un centro d’insegnamento artistico di eccellenza a scala nazionale ed internazionale. La sua pedagogia, basata principalmente sulla produzione di opere di qualsiasi genere, in cui il punto comune è l’integrazione di tecniche audiovisive professionali, lo rende un luogo di produzione sperimentale totalmente originale.

Kati Gerola_Il valore aggiunto? La fiducia.

Non mi sono nemmeno accorta del lasso di tempo trascorso tra la metà del soggiorno e la fine. Ora manca solo una settimana. Londra è una città infida, incredibilmente bella e impossibile.
Non mi sono accorta del tempo che passava, inesorabile. Sarà che c’è sempre qualcosa da fare. Sarà che per mantenere curata e viva una residenza quale il Gresham Centre, ci vogliono degli sforzi incredibili, in termini di risorse umane, di fundraising, di organizzazione, di coordinamento. Ma soprattutto, per far funzionare un’attività di questo genere, bisogna credere in quello che si fa, e credere nelle persone che gravitano intorno a questo servizio.

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È sorprendente quanto si applichi “ciò che si reputa giusto”, rispetto a ciò che è standard.
Warner Bros ha girato un film nei dintorni e ha affittato il Gresham Centre come base qualche tempo fa. Come ringraziamento dell’impegno profuso dal Gresham Centre, ha deciso di dare un extra rispetto al dovuto.

Ed è altrettanto sorprendente la quantità di volte che mi è stato detto “grazie”, anche per il solo fatto di aver spostato qualche sedia, venduto qualche album, o per aver scattato qualche foto. Quante volte, pur nella fretta di organizzare e preparare tutto a puntino, sono stata presentata anche a delle vere personalità della musica classica inglese, e tutti tutti tutti mi hanno trattato sempre con cortesia.

Nel mio tempo libero, credo di aver applicato lo stesso identico valore.
Sperimento l’upper class, stringo la mano all’anziano del coro comunale, gioco con i bambini, sorrido agli outsider, divido il pasto e l’ombrello con i senzatetto. Non perché sia propensa, ma perché capita, e allora, in una città dove tutto è possibile, mi dico “perché no?”.

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Certo, sto imparando un metodo vocale, il VOCES8 Method. In parte l’ho sperimentato su di me, in una minima parte, timidamente, l’ho provato sugli altri. E non vedo l’ora di sperimentare le mie rielaborazioni in Italia!
Ma ciò che forse sto imparando maggiormente, a livello universale, è l’invito ad avere fiducia in sé, e nell’umanità tutta.
Fate qualcosa per qualcuno, ma non per sentirvi più santi, o per dirlo, ma per sentirvi.

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PS. Comunque mi sto bevendo un sacco di tea.

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Et voilà, il festival è iniziato!

E’ iniziato sotto temporali e venti freddi , e la prima settimana si è conclusa con una giornata di sciopero nazionale che ha portato all’annullazione di tutti gli spettacoli dell’in e a molti dell’off.

Prince d'hambourg - gli attori, i tecnici e tutta la compagnia prima di iniziare lo spettacolo declama i propri diritti, tra incitamenti e fischi.

Le Prince de Hombourg – gli attori, i tecnici e tutta la compagnia prima di iniziare lo spettacolo declamano i propri diritti, tra applausi e fischi.

Ma ora si entra nella seconda settimana e sta arrivando anche il caldo (finalmente!) e con esso il pubblico.

Le strade si riempiono e si formano code fuori dai teatri, attori, musicisti e danzatori propongono ogni giorno i loro spettacoli in sfilate- parate. La concorrenza è tanta ed ogni compagnia cerca le trovate più strane e più divertenti per avvicinare il pubblico.

Le strade e i palazzi sono rivestite di locandine e l’atmosfera è magica!

le locandine degli spettacoli sono ovunque

I teatri sono ovunque, cantine, negozi, giardini, scuole, ogni angolo di Avignone è adibito al teatro.

I teatri sono ovunque, cantine, negozi, giardini, scuole, ogni angolo di Avignone è adibito al teatro.

Mantova, perfetta conosciuta

Viaggiando o lavorando all’estero capita regolarmente che ti chiedano di dove sei e che la risposta “vengo da Mantova” renda necessario un complemento del tipo “nord Italia, tra Verona e Milano”.

Bene, qui a Bantry (Irlanda), la settimana scorsa la regola era non specificare: era in corso il Literary Festival e tanto gli organizzatori, quanto alcuni degli autori e degli spettatori al sentir nominare “Mantova” sfoderavano il migliore dei sorrisi, rivelando di conoscerla.

Philip Hoare durante l'evento conclusivo del Literary Festival 2014

Philip Hoare durante l’evento conclusivo del Literary Festival 2014

Grazie a Festivaletteratura, naturalmente. Alcuni, come lo scrittore inglese Philip Hoare, vi sono stati. Altri l’hanno tra le prossime mete.

Potere d’attrazione della cultura.

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Giulia & Valentina

A Bantry un Festival tira l’altro

A Bantry, estremo sud ovest d’Irlanda, come a Mantova musica da camera e letteratura sono materia da Festival. Per questo siamo qui, da venti giorni ormai, accolte a collaborare dal team organizzativo di entrambe le manifestazioni, il West Cork Music. I nove giorni di Chamber Music Festival stanno per concludersi: sabato calerà il sipario sul primo festival, che lascerà spazio al secondo, quello letterario, al via già domenica, senza soluzione di continuità. Per ora possiamo dirvi, dunque, del primo, vissuto da privilegiate, in duplice veste, dall’interno dell’organizzazione e, insieme, nei momenti liberi, da spettatrici. E abbiamo avuto di modo di assaporarlo, subendone una sorta di consapevole fascinazione difficile da riprodurre a parole.

A Bantry Oceano Atlantico e terra ferma si contendono gli spazi

A Bantry Oceano Atlantico e terra ferma si contendono gli spazi

La musica è sovrana: tutto ruota intorno a lei, la volontà condivisa da artisti e pubblico – lo si percepisce chiaro e forte – è quella di interpretarla/ascoltarla mettendosi al suo servizio, per consentirle di estrinsecare ogni suo contenuto e valore, ogni potenzialità. Artisti tra i protagonisti della scena internazionale si trasferiscono qui, per una settimana; qui s’incontrano, imbastiscono e rifiniscono progetti che sfociano in concerti che spesso fanno balenare l’idea della perfetta esecuzione, capaci di richiamare un turismo di appassionati cultori da ogni parte del mondo.

Un palcoscenico d'eccezione

Un palcoscenico d’eccezione

L’attenzione ai giovani non manca, affidata a un ricco cartellone di Masterclass, cui si accede per concorso e a pagamento e che vengono condotte a turno dagli affermati artisti ospiti. I Town concert, delle 2 del pomeriggio, ospiti nella capiente palestra cittadina, abbinano performance dei giovani talenti all’esecuzione loro affidata di brani di giovani compositori vincitori, a loro volta, di un concorso pensato per favorire la produzione e la diffusione di nuova musica.

Masterclass per giovani promesse

Masterclass per giovani promesse

E con questo si entra nel settore divulgativo, che qui propone al pubblico un’esposizione di violini e archi di liuteria irlandese (con liutai presenti in pianta stabile, pronti a spiegare e far provare le proprie creazioni) e le cosiddette Morning talks, affollate conversazioni mattutine in cui i musicisti dialogano col pubblico, avvicinandolo all’ascolto, snocciolando aneddoti e raccontando cosa significhi e cosa implichi interpretare partiture, compiere scelte stilistiche, leggere dettami e intenzioni del compositore.

Liutai al lavoro

Liutai al lavoro

Coffee Concert, Main Evening Concert e Late Great Event sono le altre categorie sotto le quali il Festival organizza i propri appuntamenti, per un cartellone ospite di un paio di sale dall’acustica invidiabile: la più grande Chiesa cittadina, St Brendans Church, e la Bantry House, residenza nobiliare d’epoca, posto magico che la musica da camera riaccende di vita.

Bantry House, residenza d'epoca che si fa meravigliosa sala da concerto

Bantry House, residenza d’epoca che si fa meravigliosa sala da concerto

St Brendan's Church

St Brendan’s Church

Perchè anche qui, come a Mantova in occasione del Chamber Music Festival “Trame sonore a Palazzo” la magia si ripete: in un rapporto di reciproco scambio, luoghi antichi riecheggiano, presentandosi in prospettiva inedita e arricchita, mentre la raffinata musica da camera beneficia di una collocazione a lei ben più consona rispetto alle grandi sale da concerto.

Turisti da ogni dove attratti dalla musica

Turisti da ogni dove attratti dalla musica

Nota a latere, tutt’altro che marginale: gli alberghi e i b&b si riempiono (abbiamo stimato circa 700 presenze giornaliere ai concerti), pub e ristoranti accolgono i turisti della musica e della letteratura, i negozi soddisfano le esigenze dei villeggianti. Anche qui, in un lembo di terra che sprofonda nell’oceano, nella definizione che del luogo ci propone il direttore artistico del West Cork Chamber Music Festival, Francis Humphrys.

Le inviate speciali
Giulia e Valentina