Marina Visentini_Edimburgo_Scozia _ parte 3

Mercoledì scorso è stata una giornata interessante: ho partecipato come ospite speciale al MEMBERS MEETING della Federation Scottish Theatre presso il Macrobert Arts Centre di Stirling, invitata dal Presidente Jon Morgan che conobbi al Meeting IETM lo scorso ottobre ad Atene.

Ho pensato: “sarà interessante ascoltare e capire come funziona in Scozia la rete tra le compagnie teatrali a livello nazionale”.

Confesso che ho approcciato la giornata forse con un po’ di leggerezza con quella rilassatezza di chi non deve fare e dire niente, di chi è fuori dai giochi e sta a guardare e guardando impara.

 

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Il meeting si è svolto in modo abbastanza classico: saluti, presentazioni,relazioni del lavoro fatto,domande dal pubblico, 3 coffee break per socializzare,la presentazione del nuovo sito, un intervento politico, un intervento politico….un intervento politico…..

In effetti mi viene in mente che……

Il 18 settembre 2014, gli elettori scozzesi verranno chiamati a rispondere alla seguente domanda: “La Scozia dovrebbe essere un paese indipendente?”. In caso di una vittoria del “Sì”, il piano è che la Scozia diventi un paese indipendente nel marzo 2016: dopo 307 anni non sarebbe più una nazione costitutiva del Regno Unito. Sarebbe un cambiamento fondamentale non solo per il governo della Scozia, ma anche per Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord che continuerebbero a costituire il Regno Unito.

I sondaggi hanno mostrato una maggioranza consistente contraria all’indipendenza, ma dalla fine di quest’anno il vantaggio si è ridotto significativamente, fino ad arrivare solo al 5 per cento (escluso chi risponde “non so”).
Favorevoli e contrari all’indipendenza della Scozia concordano comunque sul fatto che le questioni economiche sono al centro del referendum.”

 

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Dunque inizio ad ascoltare con interesse. Un discorso abbastanza prevedibile ma efficace: valorizzazione della cultura, aumento dei fondi e dialogo con le istituzioni e….bla bla bla

E confermo l’idea che lo sviluppo culturale di un paese dipende quasi sempre dalle scelte politiche dello stesso. Che FORSE non esiste una cultura indipendente. Non so…..pensiamoci.

Solo dopo essere tornata a casa vengo a sapere che era intervenuta Fiona Hyslop Ministro della Cultura dell’Attuale Parlamento Scozzese and Scottish National Party Member of the Scottish Parliament for Linlithgow.

 

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E mi rendo conto solo ora, stando qui, della grande occasione che ho di vivere la Scozia in un momento cruciale della sua storia.

E’ una questione di distanze.

Non posso stare qui tre mesi e non sapere…devo leggere..interessarmi, capire..imparare …per partecipare, per sentirmi parte di qualche cosa, il tempo non è molto ma tre mesi possono bastare per affezionarsi a una nazione.

Peccato pero’. Il 18 settembre non saro’ qui.

Come lasciare un amico sul più bello.

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Nel frattempo a Lille… si giocca alla pétanque!

A Lille le cose proseguono… ormai mi sono integrata nell’équipe, composta di 4 persone e mi piace sempre di più. La settimana scorsa abbiamo organizzato un torneo di petanque (bocce) per tutti i pubblicci accolti in strutture sociali per vari motivi (disabili, senzatetto o senza documenti, dipendenze, problemi economici, ecc…). E stato molto bello e conviviale, pubblici che non si incontranno mai che scherzavano e si affrontavano con tanto fair-play intorno allo sport e alla cultura. Sono contenta di far parte di questo progetto. A presto!

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Giulia e Valentina sotto il cielo d’Irlanda

Da cinque giorni ci troviamo qui, “in the middle of no-where” nella colorita definizione che dà di Bantry e del suo circondario il nostro tutor, il Direttore Artistico del West Cork Chamber Music Festival.

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That’s Ireland!

Siamo in Irlanda, estremo sud-ovest dell’isola. Ci godiamo 28 gradi di temperatura, una natura che ha dell’incredibile e un’aria leggera. Stiamo anche imparando a guidare a sinistra (stiamo…).

Driving lessons & Advertising

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E intanto corriamo, affacendate in mille mansioni, insieme con tutti gli organizzatori del Festival, com’è normale che accada nei giorni antecedenti l’apertura ufficiale di un tale tipo di manifestazione. Anzi di due.

Sì, perchè qui al Festival di musica da camera segue subito quello della Letteratura, che ha in comune col primo buona parte dello staff organizzativo. Da venerdì prossimo si entra nel vivo e per due settimane non se ne uscirà. Ci contiamo!

Good advice from local pub

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sunset in Main str. – Bantry

Valentina & Giulia

Silenzio, piove a Stoccolma. Quando la natura vince e va bene così.

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Oggi piove, copiosamente, continuamente, e gli svedesi sono meravigliosi.
La città, in un giorno feriale come tanti altri, la vigilia della festa di mezza estate, è silenziosa più che mai. Come se il volere del cielo, insindacabile e lunatico, imponesse lentezza, calma e organizzazione. Ecco, questa è la parola, “organizzazione”. Niente panico, gesti di stizza o fastidio, niente clacson nervosi per i pedoni con l’ombrello, nessun drastico calo delle biciclette che popolano le strade. Tutto come sempre, ma più organizzato. Ho contato pochi ombrelli – io ovviamente giro con un ombrello formato famiglia gocciolante – molte cerate dai colori fluo e una notevole quantità di passeggini e carrozzine attrezzatissime. Ho visto giovani padri trainare fieramente porta-bambini di legno su due ruote agganciati alla bicicletta, una mamma con bebè in metropolitana che ne ha approfittato per ricamare all’uncinetto, manager parlare al telefono sotto la pioggia con la giacca zuppa, le gocce sugli occhiali e andatura tranquilla.

Vi assicuro, quest’aria umida e tranquilla è contagiosa. Fastidiosa il giusto, perchè la mia  italianità ama spudoratamente il sole e il cielo azzurro, ma inaspettatamente l’umore non ne risente. L’accettazione di ciò che è e che non puoi governare ti obbliga a stare al passo, ti infonde serenità. La natura qui arriva prima, lo vedi quando smetti di contare gli alberi o svolti l’angolo e scopri il mare che entra prepotente tra case e palazzi. L’equilibrio tra gli elementi racconta grandi forme di rispetto.

Comunque anche oggi lavoro, tra lavori di grafica e newsletter, e respiro l’aria di un hub più tranquillo, che già pregusta il weekend lungo. Ho accolto tre pazzi amici mantovani (Gian Maria Pontiroli, Alessandro Tanassi e Vincenzo Bruno) che hanno solcato i cieli d’Europa con un arsenale di macchine fotografiche, ipad e videocamere da far invidia alla Rai. Li vedo solo nei momenti liberi, ma tanto basta per guardare la città con occhi diversi, meno intimi ma molto più esilaranti.
Tra il materiale raccolto, anche un’intervista alla mia tutor (o mentor) Gabriella Silfwerbrand, giovane “operation manager” molto competente, attiva, organizzata, pronta a rispondere con sorrisi e battute all’ironia italica che ha invaso qualche ora l’hub.

see you soon!

kyss

Valeria

Marina Visentini _ Edimburgo _ parte 2

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Ieri.Martedì 17 Giugno. Appuntamento all’ Edinburgh Palette/S. Margaret’s House.

Luogo che mira a dare vita alla comunità attraverso la creazione di un complesso di edifici dormienti.

Questo enorme edificio soddisfa i bisogni della comunità locale e fornisce una piattaforma nazionale per gli artisti in erba e imprenditori creativi che si mettono al servizio della comunità per un miglioramento della coesione sociale.

Disponibile ad artisti, artigiani, gruppi di comunità e imprenditori : a prezzi low cost per nuovi progetti realizzati accanto a quelli più affermati, Edinburgh Palette è un incubatore di vitale importanza per le imprese creative e progetti comunitari del territorio.

E’ arrivata la compagnia,ieri. Compagnia Italo Scozzese “Charioteer Theatre”. Regista e attori per ora. Testo alla mano. Versione originale in italiano, traduzione del testo da recitare in inglese.

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Presentazioni, lettura a tavolino, esercizi e tante altre questioni da snocciolare: calendario, distribuzione,comunicazione , organizzazione, ricerca sponsor…..il lavoro sembra infinito……è pane per i miei denti…ma in territorio nazionale posso anche essere ferrata, in terra straniera mi sento un po’ insicura.

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Da qualche parte bisognerà pur cominciare.

Marina from Edinburgh

 

Lantoki + Sunvibes @Barcelona

Barcellona, una città piena di luce, energia, contrasti, creatività, punto di incontro di culture diverse, in costante evoluzione.

Lantoki: un progetto innovativo,  uno spazio accogliente, che ti fa sentire subito a casa, gestito da Urko e Sandra, fashion designers. Uno spazio che catalizza nuovi progetti creativi, dove realizzare le proprie idee.

Ecco il diario fotografico della prima settimana di SUNVIBES a Barcellona: dal progetto di mobilità europea nascerà una capsule collection firmata Lantoki&Sunvibes: 6 pezzi che uniscono e integrano i segni distintivi dei due marchi: ricerca dei tessuti, cura del dettaglio, versatilità. Stay tuned! 🙂

 

Barcelona, una ciudad llena de luz, energía, contrastes, creatividad, un crisol de multiples culturas, con una evolución continua.

Lantoki: un proyecto innovador de Urko y Sandra, diseñadores de moda.  Un espacio de trabajo acogedor, donde estar a gusto desde el minuto 1. Un catalizador de nuevos proyectos, creatividad, donde dar forma a tus ideas.

Aquí está el diario fotográfico de la primera semana de SUNVIBES en Barcelona: estamos trabajando en una capsule collection Lantoki&Sunvibes: 6 prendas que fusionan las referencias de estilo de las dos marcas: selección de los materiales, atención por los detalles, versatilidad.

Stay tuned! 🙂

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Aside

Cambiare strada a Stoccolma si può. Sempre.

 

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Oggi ho fatto una cosa nuova, ma che faccio sempre. Si, a quest’ora di lunedì sono stanca ma non sto delirando. E’ che ogni giorno cambio strada, aggiungo passi ai miei passi, cerco una vista nuova da tenere con me. Stoccolma è così, cambia nel quartieri come fa il cielo, ma ti regala ore di luce in più per non farti perdere proprio niente di quel che ha. La mia fermata di Tunnelbanan (la più nota subway o metro) è Telefonplan, in zona residenziale, tranquilla, sviluppatasi attorno ad una vecchia centrale telefonica. E’ qui che parto per raggiungere Ostermalm e l’Impact Hub, è qui che arrivo la sera per raggiungere il mio intimo “flat” di 32 metri quadrati, terzo piano e scale che salgono a chiocciola, a quanto pare cosa tipica da queste parti.

E insomma, come vi dicevo…oggi ho allungato la mia strada, proprio mentre ero già diretta verso casa. L’ho fatto molte volte, in queste due settimane, e non sono mai rimasta delusa. Scopri il mare dietro ad un museo, riemergi dalla metropolitana e ti accolgono giardini e viali alberati, case variopinte. Un pò come al lavoro, insomma. Nessun giorno è uguale al precedente, adesso. Non vi nascondo la noia dei primi giorni – utili però a capire chi facesse cosa e perchè – ma adesso il clima si è fatto più accogliente, famigliare, vivo. Sento di avere un ruolo in un ambiente aperto di nome e di fatto. Perchè sono qui per imparare ma anche per mettermi in gioco, e appunto battere strade nuove tra gli ostacoli della lingua e della vita pratica. Oggi più che mai, in veste di “host of the day”, ho sperimentato gioie e dolori dentro alla gestione di uno spazio di lavoro che in alcuni momenti è una casa, a tutti gli effetti. E in una casa ci sono le relazioni, i momenti conviviali, e le macchine del caffè che si rompono contemporaneamente –  molto più panico ha gettato tra la “community” la dipartita temporanea di quella dell’espresso in stile italiano – e la stampante condivisa non risponde ai comandi. Poi ci sono le bozze del flyer da chiudere e mandare in stampa, i nuovi membri da accogliere, il pranzo di benvenuto da gestire. Vi chiederete cosa abbia a che fare tutto questo con la comunicazione, con il giornalismo o con le strategie di marketing. Beh, vi rispondo, ha molto a che fare. Perchè è così, condividendo lo stesso ambiente, che si legano le esperienze e le idee. E’ in un luogo accogliente, variegato negli spazi e nelle atmosfere, che le strade si intersecano e decidiamo di percorrerne di nuove per cambiare qualcosa o migliorare qualcosa d’altro. Ecco perchè ogni volta che esco da lì mi prende la voglia di andare e vedere Stoccolma senza mai chinare la testa sulla cartina geografica. Ecco perchè anche i viaggi in metropolitana sono bagni sociali, dove ognuno si chiude nel mondo dello smartphone e intanto racconta qualcosa di sè. E’ li che decido di respirare a pieni polmoni questa meravigliosa città.

Kyss

Valeria